Lascia ch’io pianga
la luce che mi sfiorò,
nel gelo d’un respiro
porta il tuo nome lontano.
Cade la voce come neve
sul cuore spento,
e nel silenzio cresce
un fiume di rondini.
Io resto, radice d’ombra,
a cantare l’aurora che non verrà;
lascia che pianga,
lascia che sia acqua
la mia unica patria.